Fare cinema in carcere…libera la bellezza”, esito finale la realizzazione del cortometraggio scritto dai detenuti e realizzato dagli studenti del Liceo artistico Toschi, “Fuga d’affetto”. 25 detenuti coinvolti, sezioni AS1 e AS3.

 

La riduzione dei rapporti affettivi, le situazioni di dolore che mettono duramente alla prova la famiglia e la resistenza delle singole persone detenute, sono visti con gli di Giulia, figlia, adolescente. Una famiglia, privata anch’essa della libertà, che si trova a cimentarsi con la pena ostativa del proprio caro, ristretto in una cella, venti ore su ventiquattro, alle prese con il riconoscimento dei propri diritti fondamentali, non ultimo quello dell’affettività. Negare l’affettività in carcere significa dare al detenuto una pena accessoria ingiustificata e colpire la sua famiglia, trasformandola in una vittima.
Sirio in collaborazione con l’associazione culturale Kinoki.
Nel 2014, Fuga d’affetto è diventato anche un progetto formativo/educativo, che Sirio ha realizzato in alcune scuole superiori di Parma, coinvolgendo oltre 500 studenti. In alcuni di questi incontri sono intervenute le educatrici e la polizia penitenziaria del carcere.
Nel 2016 Fuga d’affetto è stato scelto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria/ Ministero della Giustizia, quale strumento didattico da inserire nel proprio organismo, a disposizione di chi (Università, scuole, associazioni, etc.) si occupa della ricerca accademica sui temi contenuti nel filmato. In particolare quello dell’affettività dentro e fuori le mura. Attualmente è utilizzato da associazioni culturali, di volontariato, da scuole, dall’Università.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *