Laboratorio narrativo realizzato con 15 detenuti AS1. A partire dal pensiero di alcuni autori di riferimento sul tema del laboratorio (Kant, Voltaire, Rousseau, Lévinas, Bonhoeffer, Bauman, Goffman, Aldo Moro), i partecipanti hanno realizzato un percorso guidato, utilizzando alcune letture scelte ed articoli che sono stati condivisi in aula mediante l’elaborazione degli scritti prodotti dai detenuti stessi. E’ in corso la stesura di pubblicazione di questi scritti.
Durante il laboratorio sono intervenuti per un doppio incontro, dentro e fuori le mura:
Gherardo Colombo, il dialogo con i detenuti sul tema del suo libro, Il perdono responsabile, perché il carcere non serve a nulla. Confronto importante con l’ex magistrato che rispetto al tema del carcere ha rivisto criticamente alcune sue posizioni del passato. Il senso della pena, il percorso educativo nel carcere. Entusiasta dell’incontro con i detenuti.
Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, impegnata sui temi dell’esecuzione penale e sull’abolizione dell’ergastolo. Abbiamo ripreso gli scritti del padre proprio su questo tema. Ma si è parlato anche del percorso di elaborazione fatto da lei come persona colpita negli affetti. Molte le sollecitazioni in tal senso condivise con i detenuti.
Franco La Torre, figlio di Pio, si è confrontato con i detenuti del progetto, detenuti per reati associativi, per lo più ergastolani ostativi. Un incontro intenso per Franco, molto partecipato, dove a fare da filo conduttore è stato il suo libro autobiografico “Sulle ginocchia. Pio La Torre, una storia”, uno dei testi utilizzati nel laboratorio. La prima volta di Franco a confronto con i detenuti, emozionato e felice.
E poi con gli ospiti… anche fuori le mura, incontri con la cittadinanza, in particolare con i ragazzi delle scuole. Tutti gli incontri sono stati seguiti da un attento e numeroso pubblico.

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